Proposta di Legge “Norme per l’istituzione dell’Ufficio del Garante delle Persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”

dicembre 13, 2007 in In Regione, News e iniziative da alessia

Articolo 1

(Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale)

 1. La Regione, al fine di assicurare una maggiore e più efficace azione, in attuazione di quanto previsto dagli articoli 2, 3 e 4 della Costituzione e dell’articolo 3, comma 2 dello Statuto, istituisce l’Ufficio del garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, di seguito denominato Garante.

 2. Tra le persone di cui al comma 1 rientrano i soggetti presenti negli istituiti penitenziari, negli istituti penali per minori, negli ospedali psichiatrici giudiziari o comunque sottoposti a misure restrittive delle libertà personali, le persone ospitate nei centri di prima accoglienza, le persone trattenute nei centri d’assistenza temporanea per stranieri, le persone presenti nelle strutture sanitarie in quanto sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio.

  

Articolo 2

(Funzioni)

 1. L’Ufficio del Garante per le finalità di cui all’articolo 1, comma 1, e nell’ambito delle iniziative di solidarietà sociale, svolge, in collaborazione con le competenti amministrazioni statali e regionali, le seguenti funzioni:

 a) assume ogni iniziativa volta ad assicurare che alle persone di cui all’articolo 1, comma 2 siano erogate le prestazioni inerenti al diritto alla salute, al miglioramento della qualità della vita, all’istruzione e alla formazione professionale e ogni altra prestazione finalizzata al recupero, alla reintegrazione sociale e all’inserimento nel mondo del lavoro;

 b) segnala agli organi regionali eventuali fattori di rischio o di danno per le persone di cui all’articolo 1, comma 2, dei quali venga a conoscenza in qualsiasi forma, su indicazione sia dei soggetti interessati, sia di associazioni o organizzazioni sia svolgono una attività inerente a quanto segnalato;

 c) si attiva nei confronti dell’amministrazione interessata , affinché questa assuma le necessarie iniziative volte ad assicurare le prestazioni di cui alla lettera a);

 d) interviene nei confronti delle strutture e degli enti regionali in caso di accertate omissioni o inosservanze rispetto a proprie competenze che compromettano l’erogazione delle prestazioni di cui alla lettera a) e, qualora dette omissioni o inosservanze perdurino, propone agli organi regionali titolari della vigilanza su tali strutture ed enti le opportune iniziative, ivi compresi i poteri sostitutivi;

 e) propone agli organi regionali competenti gli interventi amministrativi e legislativi da intraprendere per contribuire ad assicurare il pieno rispetto dei diritti delle persone di cui all’articolo 1, comma 2 e, su richiesta degli stessi organi, esprime pareri su atti amministrativi e legislativi che possono riguardare anche dette persone;

 f) propone all’assessorato regionale competente iniziative concrete di informazione e promozione culturale sui temi dei diritti e delle garanzie delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale;

 g) promuove la istituzione e sostiene l’attività dei garanti locali delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.

 2. Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale svolge anche le funzioni di cui all’articolo 8, comma 1, della legge regionale 2 dicembre 2005, n. 64 (Tutela del diritto alla salute dei detenuti e degli internati negli istituti  penitenziari ubicati in Toscana).

  

Articolo 3

( Costituzione, incompatibilità e revoca )

1. L’Ufficio del Garante è composto dallo stesso Garante e da due coadiuvatori che lo ausiliano nell’esercizio delle sue funzioni. Il Garante e i coadiuvatori sono eletti dal Consiglio Regionale con deliberazione adottata a maggioranza con voto limitato.

 2. Il Garante ed i coadiuvatori sono scelti tra persone che ricoprono incarichi istituzionali di grande responsabilità e rilievo in ambito sociale e che conoscono a fondo le problematiche dei soggetti così come all’articolo 1, comma 2 della presente legge.

 3. Il Garante e i due coadiuvatori sono eletti dal Consiglio Regionale nei sessanta giorni successivi al suo insediamento e durano in carica cinque anni.

 3. La carica di Garante e di coadiuvatore è incompatibile con quella di:

 a)      membro del Parlamento, ministro, consigliere ed assessore regionale, provinciale e comunale;

b)      amministratore di ente pubblico, azienda pubblica o società a partecipazione pubblica, nonché amministratore di ente, impresa o associazione che riceva, a qualsiasi titolo, sovvenzioni o contributi dalla Regione.  

 

4. Il Garante ed i due coadiuvatori non possono esercitare, durante il mandato, altre attività di lavoro autonomo e subordinato. Il conferimento della carica di Garante e di coadiuvatore a personale regionale e di altri enti dipendenti dalla Regione ne determina il collocamento in aspettativa senza assegni e il diritto al mantenimento del posto di lavoro. Il periodo di aspettativa è utile al fine del trattamento di quiescenza e di previdenza e dell’anzianità di servizio.

5. Qualora, successivamente alla nomina, venga accertata una delle cause di incompatibilità di cui ai commi 3 e 4, il Presidente del Consiglio Regionale invita l’interessato a rimuovere tale causa entro quindici giorni e, se questi non ottempera all’invito, lo dichiara decaduto dalla carica e ne dà immediata comunicazione al Consiglio Regionale al fine della sostituzione.

 6. Il Consiglio Regionale, con le stesse modalità previste per l’elezione, può revocare il Garante e i due coadiuvatori per gravi e ripetute violazioni di legge.

 7. Il Garante e i due coadiuvatori che subentrino a quelli cessati dal mandato per qualsiasi motivo durano in carica sino alla scadenza prevista per questi ultimi.

  

Articolo 4

(Trattamento economico)

1. Al Garante e ai due coadiuvatori è attribuita un indennità di funzione pari, rispettivamente, al 50 per cento ed al 40 per cento dell’indennità mensile lorda spettante ai Consiglieri Regionali;

 2. Al Garante e ai due coadiuvatori che, per ragioni connesse all’esercizio delle proprie funzioni, si recano in un comune diverso da quello in cui a sede la struttura, di cui all’articolo 4, comma1, è dovuto il trattamento economico di missione previsto per i Consiglieri Regionali.

  

Articolo 5

(Organizzazione e regolamento)

Il Garante, nell’ambito della dotazione finanziaria di cui all’articolo 8, dispone di autonomia gestionale ed operativa. Per lo svolgimento delle funzioni si avvale di una propria struttura amministrativa da istituire con  apposito provvedimento regionale.

  

Articolo 6

(Protocolli di intesa)

La Regione Toscana promuove la sottoscrizione di protocolli di intesa con l’Amministrazione penitenziaria, le prefettura e le ASL di competenza al fine di:

 attivare all’interno degli istituti penitenziari strumenti informativi e di supporto ai detenuti in relazione agli interventi rientranti nelle materie di competenza regionale per le finalità di cui all’articolo 1, comma 1;

prevedere nell’ambito dello svolgimento delle funzioni del Garante la possibilità che questi abbia accesso in tutti i tipi di istituzioni, in cui si trovano persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, con la possibilità di colloqui, all’interno della struttura in appositi spazi individuati, sia con operatori e volontari interni alla stessa che con singoli detenuti e internati.  

 

Articolo 7

(Relazione annuale)

 1. Entro il 30 aprile di ogni anno il Garante presenta, al Consiglio Regionale ed alla Giunta Regionale, una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente e sui risultati raggiunti;

 2. Lo stesso provvede ad inviarne copia a tutti i responsabili delle strutture di cui all’articolo 1, comma 2.

 

Articolo 8

(Norma finanziaria)

Agli oneri finanziari derivanti dall’attuazione della presente legge si fa fronte, decorrenti dall’anno 2008 si fa fronte con gli stanziamenti previsti nel bilancio del Consiglio Regionale.

 

 

 

Relazione

 La presente legge disciplina la costituzione dell’Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, comprese le funzioni previste all’articolo 8 della Legge Regionale 2 dicembre 2005, n. 64, “ Tutela del diritto alla salute dei detenuti e degli internati negli istituti penitenziari ubicati in Toscana”.  

 L’Ufficio del Garante si pone come organo  esterno e indipendente rispetto all’apparato carcerario ma anche alle altre strutture che prevedono forme di restrizione della libertà personale, come nel caso delle persone ospitate nei centri di prima accoglienza, le persone trattenute nei centri di permanenza temporanea per stranieri, le persone presenti nelle strutture sanitarie per il trattamento sanitario obbligatorio, con lo specifico compito di contribuire, operando a stretto contatto con tali realtà, ad assicurare  nel primo caso la finalità rieducativa della pena ed il reinserimento sociale dei condannati così come, più in generale, l’effettivo godimento dei diritti sociali e civili all’interno delle strutture restrittive della libertà personale.

 In particolare, tale istituto, già sperimentato in altri paesi europei come Austria, Danimarca, Ungheria, Norvegia, Olanda, Portogallo, Finlandia, Inghilterra, Scozia, si pone come elemento “terzo”, a completamento e con una precisa funzione di raccordo, rispetto alle figure istituzionali e della società civile già operanti nella realtà carceraria.

 A tal fine l’Ufficio del Garante si occupa delle problematiche dei detenuti nel loro rapporto col sistema carcerario, in modo da rendere quest’ultimo più vivibile e tollerabile, integrando all’interno degli istituti di pena l’opera del Magistrato di Sorveglianza, figura che oggi anche per croniche carenze di organico purtroppo è oberata da varie incombenze, oltre che da moltissime richieste di interventi di varia natura.

 La situazione emergenziale delle strutture penitenziarie e la reclusione aggravata che ne risulta ostacolano così il perseguimento della finalità riabilitativa della sanzione penale come l’esercizio dei diritti civili e sociali dei detenuti.

 La presenza dell’Ufficio del Garante e la collaborazione con il Magistrato di Sorveglianza contribuisce ad assicurare un canale continuo di corretta informazione tra i detenuti e le autorità giudiziarie ed agevola la rappresentazione delle istanze dei soggetti carcerati più deboli (stranieri, tossicodipendenti, minorenni).

 Parimenti, operando per la risoluzione dei conflitti in una logica e secondo i canoni della mediazione ed il modello del difensore civico, l’Ufficio del Garante contribuisce all’esercizio ed al godimento dei diritti fondamentali dei detenuti (lavoro, salute, formazione) garantendo in materia un’azione amministrativa regionale trasparente ed efficiente.

 La logica sottostante è quella di prevenire e mediare i conflitti e promuovere la comunicazione ed il coordinamento degli enti e delle istituzioni che si occupano delle strutture restrittive della libertà personale carcere, garantendo una funzione di advocacy della condizione delle persone in esse presenti nei confronti delle istituzioni e dell’opinione pubblica.

 La figura prevista quindi va ad integrarsi con le realtà istituzionali e le professionalità esistenti, favorendone il dialogo e la collaborazione e provvedendo a segnalare alle stesse le cause e le situazioni di attuale o potenziale degrado della dignità delle persone ristrette della  libertà personale.

 Per la rimozione degli ostacoli al godimento dei diritti civili e sociali l’Ufficio del Garante svolge infine una funzione di promozione e coordinamento tra tutti i soggetti istituzionali e della società civile che già oggi operano in queste realtà.

In particolare, per quanto concerne la realtà carceraria, con la creazione di circuiti virtuosi che coinvolgano anche imprenditori privati e associazioni di categoria, attraverso la mediazione degli enti locali e della società civile, può risultare particolarmente efficace nella creazione di opportunità di lavoro all’interno al carcere ed in vista del progressivo reinserimento sociale dei detenuti e delle persone che godono di misure alternative alla detenzione. Così come con l’assunzione di tutte quelle iniziative volte ad assicurare le prestazioni inerenti al diritto alla salute, al miglioramento della qualità della vita, all’istruzione e alla formazione professionale e ogni altra prestazione finalizzata al recupero, alla reintegrazione sociale e all’inserimento nel mondo del lavoro.