Proposta di legge regionale: Disposizioni per lo svolgimento dei campeggi scout in Toscana

luglio 9, 2008 in In Regione, News e iniziative da alessia

Articolo 1

Oggetto e finalità

  1. La presente legge detta disposizioni in ordine all’organizzazione dei campeggi scout in Toscana, al fine di consentirne agevolmente lo svolgimento in sicurezza e nel pieno rispetto dei luoghi interessati.
  2. La Regione riconosce nei campeggi scout un momento educativo e formativo di rilievo per i giovani, parte integrante della più ampia attività di continuità educativa in forma residenziale riconosciuta e sostenuta ai sensi della legge regionale 32 del 26 luglio 2002 (Testo Unico della normativa della Regione Toscana in materia di eduzione, istruzione, orientamento, formazione professionale, lavoro).

 

Articolo 2

Definizioni

  1. Ai fini delle presente legge si definiscono campeggi scout i campeggi temporanei di cui all’articolo 38 della legge regionale 23 marzo 2000 n. 42 (Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo), che abbiano una durata massima di venti giorni consecutivi come rilevato nell’atto di autorizzazione rilasciato dal comune territorialmente competente.
  2. Ai fini della presente legge si definiscono associazioni scout le associazioni che nell’ambito dei propri atti costituenti e statuti presentino l’attività scoutistica come esclusiva o prevalente.

 

Articolo 3

Disposizioni per lo svolgimento dei campeggi

  1. I campeggi di cui alla presente legge possono svolgersi nell’ambito del territorio regionale a seguito di autorizzazione concessa dall’amministrazione comunale territorialmente competente, sulla base di un’istanza presentata dal legale rappresentante dell’associazione scout interessata o suo delegato almeno sessanta giorni prima del loro inizio.
  2. Nella richiesta di autorizzazione il richiedente è obbligato a fornire o garantire:

–        l’elenco e le generalità dei partecipanti, nonché degli adulti accompagnatori, dei quali almeno uno titolare di un attestato di frequenza di un corso di primo soccorso sanitario conforme nei contenuti alle disposizioni di cui al DM 15 luglio 2003 n. 388 (Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell’articolo 15 comma 3 del D.Lgs. 19 settembre 1994 n. 626 e successive modificazioni);

–        la piena disponibilità delle autorizzazioni alla partecipazione da parte dei genitori dei minori o di chi ne  esercita le funzioni;

–        la piena disponibilità dei fondi da occupare per il campeggio per il periodo interessato;

–        l’autorizzazione al transito nei fondi interessati al passaggio delle comitive per il raggiungimento dell’area di campeggio se di proprietà privata;

–        il rispetto delle disposizioni vigenti in materia assicurativa per i partecipanti;

–        il ripristino dello stato dei luoghi al termine dell’attività;

–        la disponibilità di una cassetta di pronto soccorso;

–        la raccolta dei rifiuti prodotti secondo i principi della raccolta differenziata e il loro conferimento presso l’area di raccolta in maggiore prossimità all’area di campeggio,

–        l’utilizzo di un wc da campeggio nella misura di uno per ogni dieci partecipanti, con l’impegno allo svuotamento giornaliero in una fossa di profondità di almeno un metro, localizzata in area non interferente con acquedotti o sorgenti di acqua potabile fuori dalle rispettive aree di rispetto, disinfettata con materiali non inquinanti, e completamente ricoperta con la terra dello scavo al termine del suo utilizzo.

  1. Al fine di facilitare l’attività autorizzativa da parte dei comuni, nonché di garantire la massima omogeneità delle procedure su tutto il territorio regionale a beneficio dello svolgimento dei campeggi scout, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale predispone ed approva uno schema di domanda tipo da utilizzare per avanzare l’istanza di cui al comma 1..

 

Articolo 4

Attività di campeggio nelle aree protette

  1. Fatta salva l’obbligatoria compatibilità con le disposizioni normative statali, l’attività di campeggio di cui alla presente legge è ammessa all’interno delle aree protette, sulla base di una regolamentazione specifica adottata dagli enti gestori delle aree interessate, tesa a garantire la coesistenza fra la conservazione e la protezione della flora, della fauna e dell’ambiente in generale tutelati e la presenza dell’attività campeggistica.
  2. Ai fini dell’attività di regolamentazione di cui al comma 1, la Giunta regionale, con il concorso della Consulta Tecnica per le Aree Protette e la Biodiversità di cui all’articolo 3 della legge regionale 11 aprile 1995, n. 49 (Norme sui parchi, le riserve naturali e le aree naturali protette di interesse locale), delibera specifici indirizzi finalizzati a rendere per quanto possibile omogenea in tutto il territorio regionale la disciplina dell’attività di campeggio di cui alla presente legge in area protetta, particolarmente in ordine:

a)      all’attività di preparazione degli alimenti;

b)      al reperimento e utilizzo delle risorsa idrica e allo smaltimento delle acque reflue;

c)      all’utilizzo dei presidi per l’espletamento delle funzioni fisiologiche (WC chimici), ivi compresa l’attività di conferimento delle deiezioni non direttamente nell’ambiente;

d)      al ripristino dei luoghi nelle condizioni antistanti l’inizio dell’attività di campeggio,

  1. Ulteriori indirizzi possono essere assunti dal Consiglio regionale attraverso il programma triennale delle aree protette di cui all’articolo 4 della legge regionale 11 aprile 1995, n. 49 (Norme sui parchi, le riserve naturali e le aree naturali protette di interesse locale).
  2. L’attività di cui al presente comma è comunque soggetta alle disposizioni di cui agli articoli 22 (Sanzioni amministrative) e 23 (Sospensione e riduzione in pristino) della legge regionale 11 aprile 1995, n. 49 (Norme sui parchi, le riserve naturali e le aree naturali protette di interesse locale).

 

 

Articolo 5

Promozione della fruizione del patrimonio agricolo – forestale per l’attività di campeggio scout

1.      Ai fini del perseguimento delle finalità di cui all’articolo 1 la Regione favorisce, nell’ambito delle proprie attività di programmazione, la massima fruizione dei beni demaniali ascrivibili al patrimonio agricolo – forestale di cui alla legge regionale 21 marzo 2000, n. 39 (Legge forestale della Toscana), anche attraverso specifici indirizzi per la formulazione dei relativi piani di gestione.

2.      Analoghe iniziative a quelle di cui al comma 1 la Regione le intraprende nei confronti degli altri enti pubblici di cui al’articolo 32 della legge regionale 21 marzo 2000, n. 39 (Legge forestale della Toscana)

 

 

Articolo 6

Sportello unico delle attività di campeggio scout

  1. L’amministrazione comunale titolare della funzione autorizzativa per i campeggi scout di cui all’articolo 3 svolge altresì le funzioni di sportello unico a beneficio degli istanti verso le altre pubbliche amministrazioni e gli altri soggetti coinvolti nel rilascio di eventuali ulteriori autorizzazioni, permessi, concessioni, ivi comprese le autorizzazioni di cui all’articolo 68 del Regolamento Regionale 48/R dell’8 agosto 2003 (regolamento forestale della Toscana), od altro titolo necessario allo svolgimento in sicurezza e nella massima tutela ambientale, territoriale e paesaggistica dei campeggi.
  2. A fini della realizzazione e ottimizzazione delle funzioni di cui al comma 1, la Regione promuove la sottoscrizione entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge di uno specifico protocollo di intesa fra le amministrazioni pubbliche e gli altri soggetti, ivi compresi quelli di cui all’articolo 4, potenzialmente interessati, finalizzato principalmente a garantire l’espletamento dei processi di rispettiva competenza nell’autorizzazione allo svolgimento dei campeggi scout e delle connesse attività nei tempi utili al loro svolgimento.

 

 

Articolo 7

Disposizioni in materia di preparazione, conservazione e somministrazione degli alimenti

1.       Nell’ambito delle attività di cui alla presente legge, alle attività di preparazione, conservazione e somministrazione degli alimenti si applicano le norme in vigore per l’autoconsumo familiare.

2.       I cibi, gli alimenti e le bevande preparati, conservati, manipolati nell’ambito dei campeggi scout sono destinati al solo autoconsumo. È fatto divieto di cessione a terzi a titolo oneroso.

 

 

RELAZIONE DI ACCOMPAGNAMENTO

La presente proposta di legge interviene a sostegno della realizzazione in Toscana dei campeggi scout, intesi come strumento dal forte valore educativo e formativo, fattispecie particolare nell’ambito del più ampio settore dei soggiorni residenziali per ragazzi che trovano già disciplina e sostegno per effetto della legge regionale 23 marzo 2000 n. 42 (Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo). Giova infatti ricordare come, addirittura a partire dalla legge regionale – ora abrogata – 22 del 1999 sulle attività educative, la programmazione settoriale regionale abbia costantemente sostenuto l’organizzazione e lo svolgimento di soggiorni residenziali, riconoscendomi un momento educativo e formativo, “interventi di tempo libero di continuità educativa” secondo l’efficace definizione data dal vigente Piano di Indirizzo Generale Integrato ex LR 32/02 (deliberazione Consiglio regionale n. 93 del 20 settembre 2006).

L’attività dei campeggi scout è dunque a pieno titolo una parte, importante, di tale fenomeno, le cui finalità risultano pienamente attinenti a quelle perseguite dalla Regione nella sua programmazione a sostegno della continuità educativa. Si tratta di un fenomeno ampiamente conosciuto, radicato nel tempo e nel territorio, con una presenza nell’ambito nazionale di tre grandi associazioni scoutistiche (prevalente il ruolo svolto dall’Agesci, in termini di associati), bene auto organizzato.

La presente proposta di legge mira a introdurre nel corpo normativo regionale disposizioni che consentano l’agevolazione dell’organizzazione di simili esperienze, proprio in virtù del loro alto valore educativo/formativo, e al contempo in ragione delle diverse difficoltà che nel tempo si sono registrate. Difficoltà riscontrate particolarmente nel rispetto di certi obblighi legislativi, o nella pletora di soggetti istituzionali con cui l’organizzazione del campeggio deve ordinariamente confrontarsi, spesso in tempi ristretti, per poter realizzare la propria attività. O anche nell’interdizione all’attività campeggistica posta in essere in alcune aree protette, certo al condivisibile fine di tutelare al massimo le risorse del territorio e dell’ambiente presenti, ma in netta controtendenza con l’assolvimento della funzione educativa che gli stessi parchi e riserve devono svolgere ex lege.

Oggi infatti lo svolgimento delle attività di campeggio da parte delle associazioni scout trova come riferimenti normativi in Toscana le disposizioni del Testo Unico delle Leggi regionali in materia di turismo (LR 42/00), con le previsioni dell’articolo 38 sull’autorizzazione allo svolgimento dei campeggi temporanei, ma anche quelle della legge regionale forestale (LR 39/00), sia in materia di attribuzione della gestione del demanio forestale alle comunità montane, con quel che ne consegue ad esempio per l’accesso ai fondi, sia per quanto riguarda la disciplina antincendio e le conseguenti disposizioni sull’accensione dei fuochi (articolo 68 del regolamento di attuazione della legge forestale – regolamento 48/R dell’8 agosto 2003).

Si è ritenuto pertanto opportuno affidare ad un unico testo legislativo la disciplina di massima dell’attività di campeggio scout, anche sulla base dell’esperienza realizzata in altre regioni – si veda in proposito soprattutto Piemonte e Veneto – che si sono dotate già da qualche anno di specifica disciplina di settore. Al fine, dunque, di offrire un unico strumento di riferimento per il mondo dell’associazionismo scout, onde evitare quanto più possibile la nascita di contenziosi fra realtà campeggiatrice e pubbliche amministrazioni, l’una messa in difficoltà dalla pluralità di fonti e di riferimenti istituzionali con cui rapportarsi, l’altra dall’inderogabile obbligo all’applicazione della legge e delle relative sanzioni.

La proposta qui avanzata si basa su un duplice assunto. La serietà e la capacità auto organizzativa del movimento scout nel suo complesso (comprovata dall’esperienza pluridecennale della loro attività nel territorio regionale), da un lato; la capacità di cooperare, bene ed in tempi ragionevoli, delle amministrazioni pubbliche insistenti nel territorio, dall’altro. Un binomio necessario per sostenere la migliore riuscita dell’iniziativa legislativa nel perseguimento dell’obiettivo prefissato: agevolare quanto più possibile l’organizzazione di un esempio importante ed efficace di quella “continuità educativa” richiamata dalla programmazione regionale.

A sostegno del primo, ad esempio, intervengono tutte quelle disposizioni che investono la responsabilità degli organizzatori: dall’equiparazione della preparazione, conservazione e somministrazione di alimenti e bevande all’autoconsumo alla non previsione di una assicurazione obbligatoria per il risarcimento danni nel caso di eventuale alterazione o danneggiamento dei luoghi, dalla mera garanzia a trattamento dei rifiuti in modo differenziato con stoccaggio nel più vicino punto di raccolta all’organizzazione della gestione delle “funzioni biologiche” col minor impatto organizzativo possibile, al riconoscimento della possibilità dello svolgimento dell’attività campeggistica, sulla base di una regolamentazione definita, nelle aree protette.

Sul secondo versante, invece, la allocazione nel soggetto comune titolare della funzione autorizzativa della funzione di sportello unico, chiamato anche sulla base di un protocollo da realizzare – promosso dalla Regione – entro centottanta giorni dall’approvazione della legge a svolgere funzioni di raccordo e interlocuzione per conto degli organizzatori con tutte le amministrazioni pubbliche eventualmente coinvolte a vario titolo per il rilascio di permessi, nullaosta, concessioni, autorizzazioni etc. Nonché la previsione di una uniformazione della disciplina di regolamentazione dell’attività di campeggio scout nelle aree protette mediante specifici indirizzi emanati dalla Giunta regionale o con il concorso della Consulta Tecnica regionale per le Aree Protette e la Biodiversità, il cui coinvolgimento conferma l’impegno ad una regolamentazione di tale attività all’insegna della effettiva e acclarata sostenibilità dell’attività campeggistica nel contesto di protezione e tutela rappresentato dallo strumento parco o riserva. Su questo versante, infine, opera anche la previsione di specifici indirizzi per favorire la massima fruizione da parte dell’attività di campeggio scout sia del patrimonio agricolo-forestale iscritto nel demanio regionale o comunque a questo affidato, sia di quello di atri enti pubblici.

Si segnala infine come la proposta di legge no preveda carichi diretti sul bilancio regionale, e due soli atti amministrativi attivi in campo alla Giunta. La approvazione di uno schema di domanda valido per tutto il territorio regionale e la definizione del testo del protocollo.