Proposta di legge regionale: Modifiche alla legge regionale 31 maggio 2004 n. 28 (Disciplina delle attività di estetica e di tatuaggio e piercing)

ottobre 17, 2007 in In Regione, News e iniziative da alessia

Articolo Unico

Modifiche all’articolo 4 – attività di tatuaggio e piercing della legge regionale 31 maggio 2004 n. 28

 1. Dopo il comma 2 dell’articolo 4 della legge regionale 31 maggio 2004 n. 28 (Disciplina delle attività di estetica e di tatuaggio e piercing) è inserito il seguente comma:

2 bis. L’esecuzione di piercing al padiglione auricolare ai minori di anni 14 non può avvenire senza il consenso informato reso dai genitori o dal tutore personalmente, espresso secondo le modalità indicate dal regolamento di cui all’articolo 5 comma 1.

  

RELAZIONE

La presente proposta di legge è indirizzata ad andare a recuperare nella normativa vigente in materia di attività di piercing e tatuaggi (LR 28/2004) una disciplina dell’attività di piercing al padiglione auricolare a maggior tutela degli esercenti l’attività in questione. L’estromissione infatti del vincolo del consenso informato per quella specifica attività per i soggetti di minore età, diversamente per quanto avvenire per le altre tipologie di piercing interessanti altre zone del corpo, se giustificata sotto il profilo della tutela della salute, non lo altrettanto per i risolti che tale prestazione può comportare quando, appunto, erogata nelle norme di legge vigenti ai minori di ani quattordici. È acclarata infatti la presenza di ripetute controversie fra esercenti dell’attività di piercing e familiari/genitori di minori di anni quattordici che hanno ottenuto simile prestazione all’insaputa dei medesimi.

Al fine dunque di tutelare gli esercenti da il riproporsi di simili spiacevoli episodi,si propone di condizionare l’erogazione della prestazione di piercing al padiglione auricolare all’acquisizione del consenso informato da parte del genitore o del tutore, secondo modalità da definire nell’ambito del regolamento di attuazione della LR 28/04.

La scelta del discrimine anagrafico dei 14 anni trova riferimento, oltre che nella stessa legge, nei numerosi provvedimenti legislativi dai quali emerge come tale soglia venga interpretata (dal legislatore e dal corpo sociale che esso interpreta) come legittimante l’acquisizione di una maggiore consapevolezza ed autonomia nelle scelte e nei comportamenti (imputabilità, regolamentazione della presenza nelle trasmissioni televisive, scelta del percorso di studio scolastico superiore).

Giova infine ricordare come nella proposta di legge originariamente deliberata dalla Giunta regionale (deliberazione 19 marzo 2003, trasmessa al Consiglio dove ha assunto la denominazione di PdL n. 268), vi fosse l’esplicito divieto di realizzare piercing senza il consenso informato dei genitori o del tutore ai minori di anni 18, a prescindere dalla localizzazione del piercing medesimo.