Quello che il PD dice (e che il Governo non fa)

gennaio 16, 2015 in In Parlamento da alessia

C’è una prassi consolidata sia in aula che in commissione che fa sì che, quando si tratta di emendamenti o documenti di minoranza, questi ultimi vengano messi ai voti nonostante i pareri negativi. Una prassi tradita in Commissione Istruzione per nascondere quello che il Governo non fa, ma il PD racconta.

Si è concluso in Commissione istruzione l’iter sull’affare assegnato sulla scuola. Si è trattato di una lunga fase di ascolto non virtuale del mondo della scuola.
Un’ampia consultazione dove non si sono sollevate molte voci a sostegno della “Buona scuola” presentata dal governo Renzi, pur nella capziosità delle domande che la maggioranza aveva scelto di sottoporre alla consultazione. Domande rivolte più ad una valutazione dei primi 5 anni di attuazione della riforma Gelmini che ad una consultazione vera e diretta sulla proposta del governo.
La maggioranza ha presentato così una proposta di risoluzione che non ci ha convinto. Una risoluzione che è partita dall’assunto che bisogna proseguire sulla strada intrapresa dalla Riforma Gelmini, un riforma che ha tagliato barbaramente in questi anni risorse economiche, umane e di idee.
Abbiamo ritenuto opportuno presentare dunque una risoluzione di “minoranza” per rappresentare la nostra idea di scuola e indicare azioni e misure precise che il governo dovrebbe urgentemente attuare per restituire dignità e centralità alla scuola, agli insegnanti, agli studenti, al sistema dell’istruzione.
Un risoluzione che riprende tutti i punti della LIP che abbiamo depositato in Parlamento e nonostante le nostre continue richieste non viene mai inserita nei lavori della commissione.
E’ stata approvata la risoluzione di maggioranza con 13 voti a favore, 8 contrari e 3 astenuti.
Il Presidente della commissione si è assunto la responsabilità di non mettere al voto la risoluzione di minoranza considerandola preclusa da quella già approvata, nonostante giù citati precedenti. Una scelta che dimostra chiaramente la volontà politica di bloccare un documento che potesse far emergere le contraddizioni tra ciò che il Pd dichiara e ciò che poi realmente viene fatto dal Governo.

La risoluzione di minoranza

La risoluzione approvata