Ricerca/Manovra: ultima occasione per stabilizzare i ricercatori precari e incrementare i fondi per la ricerca

novembre 14, 2017 in In Parlamento, News e iniziative da alessia

“Stabilizzare i circa 10 mila precari degli enti pubblici di ricerca è possibile già a partire da questa legge di bilancio, se la maggioranza accoglierà gli emendamenti che abbiamo presentato”.
Per i senatori Fabrizio Bocchino e Alessia Petraglia (Sinistra Italiana) “i fondi necessari possono essere recuperati, come proponiamo, attraverso un incremento del Fondo ordinario per gli enti pubblici di ricerca, aumentato di 68 milioni per il 2018 e 440 milioni a partire dal 2019”.
“Parliamo di stabilizzare persone che lavorano con continuità già da 8, 10, a volte 15 anni”, spiega Bocchino. “Se consideriamo anche solo il CNR, è in questa situazione il 40 per cento del personale e le risorse previste attualmente nella manovra coprono appena 300 posti, mentre i precari sono oltre 2.600”.
“L’Italia è anche uno dei pochi paesi europei, insieme a Grecia e Portogallo, in cui i fondi per la ricerca sono andati contraendosi negli ultimi anni: oggi sono appena l’1,33% del PIL, contro una media europea del 2,03%”, ricorda la Senatrice Petraglia. “Per questo con un altro emendamento chiediamo di incrementare i finanziamenti per la ricerca scientifica e tecnologica di base e applicata di 5 milioni per il 2018 e 10 milioni per il 2019 e 2020”.
“Negli ultimi anni, quasi la metà del corpo docente universitario, intrappolato in una foresta di figure contrattuali precarie, ha lavorato senza la prospettiva di poter continuare a fare il lavoro per cui è stato formato. Si tratta di una vera e propria emergenza professionale e sociale”, prosegue il Senatore.
“Per questo domani in Senato (Sala ISMA, piazza Capranica 72, ore 11) Sinistra Italiana ha convocato la riunione ‘Save research (and researchers!)’: sarà l’occasione per fare il punto con rappresentanti della politica, dei sindacati e dei movimenti dei ricercatori, per porre le basi per un approccio diverso alle politiche per la ricerca in Italia”, concludono i Senatori.