Rogo a Sesto Fno: Nessuna speculazione politica sul rogo di Sesto Fiorentino

gennaio 12, 2017 in Comunicati Stampa da alessia

Sen. Petraglia: “Nessuna speculazione politica sul rogo di Sesto Fiorentino”. Una tragedia che chiama tutta la comunità, politica e istituzionale, a cercare risposte

Firenze, 12 gennaio 2016 – Alle porte di Firenze la povertà ha bussato forte, molto forte, facendo morire per i fumi di un incendio un uomo.

“Una tragedia troppo grande che emerge dai miasmi della povertà estrema a cui sono costrette larghe sacche di popolazione” Commenta così la Senatrice di Sinistra Italiana Alessia Petraglia i drammatici fatti di ieri notte a Sesto Fiorentino dove un uomo, Ali Muse, ha perso la vita soffocato per i fumi di un incendio dello stabile dove aveva trovato riparo assieme ad altri uomini e donne in gran parte somali.

“Un uomo di origine somala, che avrebbe diritto alla tutela dell’asilo, ma che è stato cancellato dall’interesse collettivo e da quello della politica e che è stato costretto a trovare un riparo di emergenza, senza diritti e tutele, assieme ad altre cento persone nelle sue stesse condizioni. Non posso non chiedermi perché non siamo in grado di dare accoglienza a chi fugge da fame, guerre e povertà? Perché lo Stato non è in grado di farsi carico della tutela delle persone che sono asilanti o titolari di permessi umanitari?

C’è un’emergenza sociale forte che è la povertà e non è possibile che gli enti locali non abbiano fondi necessari e sufficienti a garantire assistenza e accoglienza. Un problema come questo non può essere, infine, solo scaricato sui singoli comuni. Sul caso di Sesto Fiorentino che sia l’intera Città Metropolitana, il suo assessore al sociale, il suo Presidente a farsene carico e trovare risorse. Se eliminare i costi delle Province voleva invece dire tagliare i fondi per l’emergenza sociale allora ecco che si è svelato il mistero: le politiche di austerity e tagli agli enti locali, ai territori, alle Regioni, hanno prodotto ulteriore emarginazione e non hanno saputo creare percorsi di riduzione della povertà. Oggi è accaduto a Sesto Fiorentino ma quante sono le situazioni sul territorio dell’area Metropolitana ad essere potenzialmente pericolose come l’ex capannone dell’Aiazzone? Ci sono moltissimi altri luoghi dove povertà e precarietà delle condizioni di vita possono innescare questa miscela esplosiva come, ad esempio, nell’area occupata Ex Meyer a Firenze.”

“Quanto accaduto a Sesto Fiorentino ci deve far riflettere anche su un’altra questione: l’accoglienza non è e non può essere solo CIE e HOTSPOT. Chi fugge da guerre e conflitti ed è stato riconosciuto come titolare di diritti di asilo, come chi viene da altre parti del mondo per lavorare nel nostro paese, deve potersi sentire parte integrante di una società che sia capace di riconoscersi nei propri principi e valori costituzionali. Contrastare ogni fenomeno di razzismo, intolleranza, violenza è un dovere civico per poter costruire una comunità solidale, integrata, rispettosa dei propri diritti e doveri”.

Gli uomini e le donne sfuggiti al rogo saranno ospitati per due giorni, fino a sabato, al Palazzetto dello Sport del comune di Sesto Fiorentino. “Sono due giorni nei quali si deve lavorare tutti per trovare alternative di accoglienza a lungo tempo. Per ora Prefetto e Città Metropolitana sono rimasti sordi alla richiesta di sostegno per la risoluzione della situazione di queste cento persone rimaste completamente all’addiaccio. Ma quale altro dramma si deve aggiungere per far comprendere la complessità della situazione?”, conclude la Sen. Petraglia.