Scuola pubblica o di classe?

settembre 13, 2017 in Comunicati Stampa, In Parlamento da alessia

Non stupiscono purtroppo i dati OCSE sulla bassa propensione agli studi universitari in Italia. Da una parte la crisi economica, dall’altra gli scarsi investimenti del Governo nelle ultime leggi di Stabilità per sostenere il diritto allo studio, le poche borse e l’aumento delle tasse fanno sì che l’Italia stia tornando a una università di classe, alla quale accedono soprattutto i figli di famiglie abbienti, a fronte di un diritto allo studio garantito dalla Costituzione.
La Legge sulla Buona Scuola è stata approvata ormai 2 anni fa e sia scuola che Università sono nel caos  a segnalarlo potrebbe essere anche solo lo sciopero dei docenti universitari, fatto che non avveniva da decenni. I dati quantitativi non sono tutto, ma la loro significatività sul preoccupante calo degli iscritti all’Università c’è e sempre i dati ci dicono che la spesa pubblica per istruzione è la più bassa dei Paesi Ocse.
È necessario  uscire dalla demagogia della “Buona Scuola” e dalla logica di una formazione aziendalistica perseguita da questo Governo e ripartire dall’idea fondamentale della gratuità dell’istruzione, elevare l’obbligo scolastico fino ai 18 anni e pensare una scuola che faccia della sfida dell’uguaglianza dei risultati la sua scommessa vera, perché ogni soldo destinato alla formazione è un investimento in salute, sicurezza e sviluppo.