Scuola, sen. Petraglia: “Oggi in piazza la buona scuola. Studenti e insegnanti siano i veri influencer del Governo”

ottobre 10, 2014 in Comunicati Stampa da alessia

“La buona scuola è scesa in piazza, oggi, con le migliaia di studenti e insegnanti che hanno manifestato per il diritto allo studio, per chiedere più investimenti nell’istruzione, per porre fine alla piaga della precarietà. La buona scuola è la scuola pubblica, aperta a tutti, in grado di fornire un’istruzione di qualità e di preparare le ragazze e i ragazzi di oggi a diventare cittadini attivi e consapevoli”.
Lo afferma la senatrice di Sinistra Ecologia e Libertà Alessia Petraglia, capogruppo di SEL nella Commissione Istruzione di Palazzo Madama.
“La buona scuola non è quella annunciata dal Governo – prosegue la senatrice – non è la scuola-azienda dei presidi-manager, non è la scuola che si affida ai finanziamenti privati perché lo Stato reputa l’istruzione una voce di spesa superflua. Attendiamo ancora di capire in cosa si concretizzerà lo sbandierato piano di assunzione dei precari, dato che mentre Renzi annuncia 150mila assunzioni in molte regioni si sta procedendo all’accorpamento delle cattedre, con i vincitori di concorso che rischiano di perdere il posto, né è dato di sapere che cosa si intende fare per rimediare alla vergogna dei Quota 96”.
“Anche se sappiamo bene di chiedere un grosso sacrificio ad un Governo malato di annuncite – dice ancora Petraglia – torniamo ancora una volta a chiedere risorse per la nostra scuola pubblica, perché di risorse e non di annunci ha bisogno per tornare a rivestire la centralità che le spetta nella formazione e nell’educazione dei giovani. Risorse per adeguare le retribuzioni degli insegnanti ai livelli europei, risorse per procedere a nuove assunzioni e per porre fine al precariato creato da decenni di riforme e controriforme della destra fatte solo di tagli, risorse per investire nell’edilizia scolastica e accogliere gli studenti in strutture sicure ed adeguate”.
“Invece di mascherare la propria autoreferenzialità con qualche consultazione online – conclude – il Governo ascolti le migliaia di studenti ed insegnanti oggi in piazza: lasci che siano loro gli ‘influencer’ che contano per le politiche sulla scuola e siamo sicuri che anche il premier si accorgerà che per dare le risposte che servono occorre qualcosa di più di un tweet”.