Sicurezza per le guardie mediche italiane

ottobre 7, 2017 in Comunicati Stampa da alessia

Ancora violenza sui posti di lavoro. In questo caso i fatti sono avvenuti a Catania pochi giorni fa quando la dottoressa di turno della guardia medica di Trecastagni è stata aggredita e violentata da un utente. “Il servizio di continuità territoriale è sotto tiro: numerosissimi sono gli atti di violenza che medici e operatori subiscono dagli utenti e nel 70% dei casi le violenze sono contro le donne (Dossier “Violenza – storie di ordinaria follia”, a cura di FIMMG) – dice la senatrice di Sinistra Italiana, Alessia Petraglia – intervenendo per presentare una interrogazione depositata in Parlamento – Abbandonate al loro lavoro senza nemmeno l’ausilio di sistemi informatici che consentano l’accesso alla rete assistenziale, anche solo per svolgere al meglio la professione, le guardie mediche sono costrette a lavorare in condizioni precarie e in scarse condizioni di sicurezza. Preoccupazioni emerse anche dalla campagna #QuiSiCura, iniziativa che nasce da alcune dottoresse di Grosseto (Toscana).”

“Vorrei ricordare che l’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) della Medicina Generale in materia di sicurezza prevede che l’Azienda garantisca che le sedi di servizio siano dotate di idonei locali, di adeguate misure di sicurezza, per la sosta e il riposo dei medici, nonché di servizi igienici. Per questo chiediamo – dice la senatrice Alessia Petraglia – che il Ministro faccia immediatamente una verifica delle condizioni dei luoghi di lavoro e che se necessario le sedi di guardia mediche vengano spostate dentro agli ospedali, o all’interno di associazioni, si adoperi affinché dove si svolge il servizio sia previsto un sistema di telecamere di video sorveglianza e di pronta chiamata delle forze dell’ordine. Infine è necessario che le guardie mediche non si rechino alle visite a domicilio da sole ma accompagnate da altro personale.”