Società della Salute: l’intervento della capogruppo di SD Petraglia: “Una sfida per avvicinare la sanità ai cittadini. Parte oggi la vera sperimentazione”

ottobre 29, 2008 in Comunicati Stampa da alessia

“Ciò che abbiamo approvato oggi segna l’inizio della vera sperimentazione delle Società della Salute. I prossimi anni saranno cruciali per valutare effetti e conseguenze”. Così la capogruppo di SD in Consiglio regionale Alessia Petraglia ha motivato il voto favorevole del suo gruppo alle modifiche alla legge 40 sulla disciplina del servizio sanitario, con l’avvio della fase transitoria socio-sanitaria. “Continuiamo a considerare l’idea di coinvolgere e responsabilizzare gli enti locali nella amministrazione e gestione dei servizi socio-sanitari una sfida da cogliere. Una sfida lanciata anche alla politica toscana – ha continuato l’esponente di SD – alla sua capacità di rendere più efficace e vicino ai cittadini quel sistema sanitario pubblico che il governo nazionale vorrebbe smantellare”. Petraglia ha sottolineato come le Società della Salute rappresentino un’occasione di maggior coinvolgimento dei cittadini e di valorizzazione del ruolo che gli enti locali stessi svolgono da tempo nel campo della salute in senso ampio, della prevenzione e della qualità della vita. Secondo la capogruppo di SD occorre però riconoscere che la sperimentazione delle SdS così come si è realizzata sino ad oggi, nei suoi 18 volti differenti nel territorio toscano, non ha dato risultati esaltanti: “i cittadini spesso non si sono accorti della esistenza delle SdS, talvolta percepite come un ulteriore aggravio burocratico”. Le modifiche alla legge 40 oggi approvate dal Consiglio Regionale, quindi, sono il frutto di un lavoro che ha avuto come obiettivo quello di fornire strumenti concreti e semplici per sburocratizzare il sistema ed avvicinarlo alle reali esigenze della comunità, evitando duplicazioni o sovrapposizioni di ruoli e garantendo razionalizzazione delle risorse. “Le società della salute – ha concluso Petraglia – dovranno rappresentare il soggetto unitario che garantirà appropriatezza delle prestazioni, maggiore coinvolgimento degli operatori, un rinnovato ruolo dei medici di famiglia come anello tra territorio ed ospedale, comunicazione con i cittadini e controllo della spesa. Esse dovranno essere, già nella fase transitoria, l’unico e facilmente evidenziabile soggetto a cui dovranno rivolgersi i cittadini per la non autosufficienza e la disabilità”.