Sogno so son desta?

agosto 31, 2016 in In Parlamento, News e iniziative da alessia

Roma, 31 agosto 2016 – Ridere è la miglior cura. Ed è gratis.
Per cui, dopo anni di tagli alla sanità pubblica, con milioni di italiani costretti a rinunciare alle cure, finalmente apprezziamo il tentativo del ministro di far ridere a crepapelle tutti quanti con il Fertility day.
Peccato che, finite le risate, rimangano i problemi che Ministro e Governo ignorano e, quando possibile, fanno di tutto per aggravare: welfare pubblico assente, sostegno alla maternità inesistente, tagli senza fine all’istruzione e ai servizi a tutto vantaggio dei privati.
Sarebbe interessante conoscere gli autori della campagna, quanto sia costata, quali siano gli obiettivi. Un’iniziativa grottesca che si commenta da sola e che, da sola, dà la cifra di quanto il Ministro sia lontano dalla realtà nonostante ricopra il suo incarico da ben due anni.
Chissà dove è stata in questi due anni il Ministro Lorenzin.
Se fosse rimasta qui, con gli occhi rivolti al Paese reale, si sarebbe accorta che se in Italia non si fanno figli è perché il welfare pubblico non esiste, non esistono serie politiche di sostegno alla maternità, non esistono serie politiche per il lavoro, l’ascensore sociale è fermo. E non esiste un Governo, nemmeno il suo, che paia voler cambiare rotta rispetto ai regali ai privati, alle politiche di austerità, ai tagli ai servizi.
Se vogliamo parlare della fertilità dal punto di vista sanitario, ci spieghi il ministro i ritardi e le difficoltà di accesso alle tecniche di fecondazione assistita dopo lo strazio della legge 40 che la destra, di cui rimane un esponente, si votò e rivendicò con orgoglio. Parliamo di stili di vita, di progetti educativi, di tante proposte attuabili solo se c’è la volontà di trovare le risorse.
Se vogliamo parlare di fertilità dal punto di vista sociale e demografico, affrontiamo i problemi che costringono i giovani a rinviare la scelta di avere figli e diamo risposte serie.
Se parlare di fertilità significa disegnare la donna come una fattrice in scadenza, beh, allora è meglio stare zitti. E ridere. Ridere di un ministro che ogni giorno si dimostra sempre più inadeguato al proprio ruolo.
Un ministro che farebbe bene a dimettersi.