Sostegno alla strategia di pace della “Somali Woman Agenda”

luglio 23, 2008 in In Regione, News e iniziative da alessia

Il Consiglio regionale

Premesso che dopo diciassette anni di guerra, la Somalia versa in una situazione di grave emergenza umanitaria, con un elevato numero di vittime e profughi, soprattutto tra la popolazione femminile e tra i bambini e che all’origine di questa situazione è un complesso di eventi e circostanze in cui rientrano il succedersi ultra-decennale dei conflitti interclanici;

Considerato che conseguenza diretta di questa lunga crisi è il cosiddetto fenomeno della diaspora somala in Europa e in Nord America, cominciato come fuga di intellettuali dalla Somalia durante il regime di Siad Barre, e che ha successivamente assunto un carattere di flusso di massa”, caratterizzandosi per una forte presenza femminile che ha visto dinamiche di integrazione differenti nei vari paesi di approdo e, nella maggior parte dei casi, la maturazione di un forte impegno civile;

Considerato altresì, che l’impegno delle donne somale immigrate si è concretizzato in azioni di denuncia di violazione dei diritti in Somalia, dando vita anche a progetti di sostegno di cooperazione internazionale;

Preso atto che, in questi lunghi anni di guerra civile le donne somale si sono sempre occupate in maniera determinante del sostentamento dell’economia civile, attraverso il commercio e la micro-industria;

Considerato inoltre che sul piano politico le donne non risultano avere adeguata rappresentanza negli organi istituzionali della Repubblica di Somalia in quanto il sistema di nomina della rappresentanza politica adottato dal Parlamento è basata sull’indicazione da parte dei singoli clan e che per contrastare questa discriminazione e garantire un minimo di rappresentanza parlamentare, nel 2000, donne di appartenenze a clan tradizionali diversi hanno dato vita al cosiddetto “sesto clan”, raggiungendo la quota del 25 per cento sul totale dei parlamentari;

Preso atto che nel 2004 la formula del “sesto clan” è entrata in crisi causando una diminuzione della presenza femminile al 7,5 per cento e che, nell’ottobre 2007, diciassette associazioni di donne somale, preoccupate per la situazione in cui versa la Somalia e per il mancato riconoscimento del ruolo delle donne hanno riunito a Nairobi sessanta donne provenienti da tutte le regioni della Somalia e della diaspora che insieme hanno dato vita alla Somali Women Agenda (SWA);

Preso atto altresì, che l’obiettivo di SWA è di:
– compiere passi reali verso l’affermazione della pace per il progresso delle donne e verso la creazione di un forte e impegnato movimento delle donne in Somalia in grado di esercitare pressione su entrambe le parti politiche: il Governo e la Comunità internazionale perché si occupino della situazione in Somalia;
– prendere provvedimenti, al fine di garantire la parità di accesso delle donne e la piena partecipazione alla rappresentanza politica, ai processi di pace/riconciliazione e alle decision-making; promuovere e tutelare i diritti umani delle donne e bambine somale;
– pianificare un percorso in cui le organizzazioni di donne si facciano e vengano riconosciute promotrici di processi che coinvolgano tutta la società civile somala nella ricostruzione sociale ed economica del Paese;

Si impegna
ed
Impegna
la Giunta regionale a sostenere le linee della “Somali Women Agenda” nei suoi obiettivi principali:

a) emancipazione politica; intesa come azioni rivolte al superamento degli ostacoli che rallentano la ridefinizione dei ruoli delle donne nei luoghi delle decisioni politiche anche attraverso interventi specifici di formazione politica delle donne;

b) solidarietà; intesa come azioni di supporto, sia tecnico che economico, per “fare rete”’, e condividere scelte e progettualità.;

Invita

La Giunta regionale ad attivare tutti gli strumenti e i contatti necessari, ivi compresa la Conferenza stato-regioni, affinché sia applicata pienamente la risoluzione n. 1325 adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (4213 a sez. 31 ottobre 2000) che prevede la partecipazione delle donne come costruttrici di pace nei processi di risoluzione dei conflitti armati.