Su Macerata

febbraio 6, 2018 in Campagna elettorale 2018, News e iniziative da alessia

Ho aspettato a scrivere sui fatti di Macerata.
Dolore, sgomento, rabbia. La mente ritorna ‪al 13 dicembre‬ del 2011, quando il fascista Gianluca Casseri uccise in Piazza Dalmazia Samb Modou e Diop Mor.
Macerata oggi come Firenze ieri: due città ostaggio della violenza fascista.
La Giustizia appartiene ai tribunali, civiltà e barbarie si confrontano su questo piano.
La linea di confine oggi sta tra chi odia e usa l’odio, anche per consenso politico, e chi vuole invece dare risposte a coloro che si sentono abbandonati di fronte a fenomeni che sembrano ingovernabili, per disegnare un mondo più giusto, e libero, per tutti e tutte.

E mi domando: chi alimenta lo scontro sociale soffiando sul fuoco dell’odio razziale? I nomi e cognomi ci sono, sono quelli di chi ha governato in questi anni, da destra, dimenticando la povertà che aumenta, il divario sociale che scava solchi, mentre il mantra consumista inneggia a una vita patinata fatta di ferie dorate e lussi senza limite.

In questi anni si è fatto finta di non vedere l’orda montante delle parole d’odio, concetti, valori fascisti.
Quando si invita a sparare sui barconi, quando si va a spruzzare detersivo nei treni frequentati da immigrati, quando si fanno “ronde per la sicurezza” e solo contro chi non è italiano, si mette un mattoncino di un muro.

Quando si prendono bambole gonfiabili per denigrare un avversario politico (guarda un po’, una donna), o si fanno foto con la testa decapitata (sempre di una donna) e si derubrica come goliardia, si tira su il tetto.

Ed una volta che è stato costruito il castello dell’odio, qualcuno da quelle mura sparerà, picchierà.
E proverà a dire che è pure giusto.

Basta tutto questo odio, basta sottovalutare le marce fasciste come quella di Roma di qualche mese fa, basta sottovalutare l’odio e la violenza verbale in rete, basta sottovalutare i nuovi nazismi.
Ci sono gravi responsabilità anche della politica per aver sottovalutato tutto questo, derubricato spesso a folclore le ronde, le manifestazioni fasciste, per aver permesso che il confronto politico sia diventato scontro, violenza, turpiloquio, slogan per raccogliere solo voti.

Alimentare l’odio contro l’altro produce solo violenza.
Quando non si prende nessuna vera iniziativa contro un proprio esponente che ha detto “il fascismo ha fatto cose buone”, come successo a Firenze con un autorevole esponente del Pd del Quartiere 1, si fa finta di nulla. Quell’esponente politico non ci risulta nemmeno abbia fatto le pubbliche scuse come aveva promesso.
Le uniche scuse decenti restano le dimissioni.
Noi le abbiamo chieste, il Pd non le vuole neanche far discutere nel consiglio di Quartiere.
Manca il coraggio? Il coraggio di cosa? Di dire che il fascismo non ha residenza in questo paese?

Tra poche settimane si voterà per il rinnovo del parlamento italiano e questo sarà un voto importante.

I cittadini italiani saranno i veri responsabili di chi eleggeranno in Parlamento, uguale responsabilità per chi deciderà di votare e chi invece preferirà rimanere a casa per non scegliere in nome del “tanto non cambia nulla, nessuno mi convince, sono tutti uguali.”

I vari Salvini, Meloni che addossano le responsabilità del loro clima di odio agli altri, farebbero sorridere se non ci fosse una tragedia davanti.
Ma resto stupefatta anche quando sento Matteo Renzi dire “se votate Liberi e uguali aiutate Salvini”.
Oltre ad essere una contraddizioni in termini, è la dimostrazione dell’incapacità politica di chi fa una legge elettorale con Forza Italia (alleata di Salvini) che sembra scritta per il centrodestra, inserisce nelle proprie liste candidati che fino a ieri erano nel partito di Berlusconi, e adesso prova, maldestramente, a mettere una toppa.
Nella cabina vi chiedo prima di tutto di votare contro la barbarie.
E per chi è sempre stato antifascista, per i diritti, per la libertà.
Non un passo indietro, ora guardiamo avanti.

Le dichiarazioni dei cittadini di Macerata, raccolte in queste ore dai media, fanno sperare che la paura provata sia solo da stimolo per non mollare la presa.
Chi vuole governare con l’odio, vuole la paura.
Questo non è il tempo per stare in silenzio, per non “strumentalizzare”, come hanno chiesto i Cinque Stelle e il Pd, è invece il tempo per schierarsi, per essere partigiani e chiamare le cose con il loro nome: Macerata non è il frutto di una mente malata ma è un atto fascista.