Tagli sanità, Governatori a capo chino pur di non disturbare il principe

novembre 5, 2015 in Comunicati Stampa da alessia

“L’incontro tra i Presidenti delle Regioni e il Governo ratifica quello che SEL denuncia da tempo: siamo davanti ad una legge di Stabilità scritta con la mano destra, recessiva e incapace di rilanciare il nostro Paese. Renzi e il Partito Democratico stanno inscenando l’ultimo atto di un copione indecente cominciato da Berlusconi, il cui finale è lo smantellamento della sanità pubblica. E’ paradossale che i Presidenti di Regione accettino a capo chino l’ennesima ondata di tagli pur di non disturbare il principe”.
Così la senatrice di SEL Alessia Petraglia commenta l’esito dell’incontro tra Governo e Regioni sui tagli alla sanità avvenuto nella serata di ieri.

“Davanti a questo disegno scellerato – prosegue – il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l’assessore Saccardi tengono molto a ricoprire il ruolo dei più realisti del re, avendo provveduto da tempo a fare a pezzi la sanità toscana con la legge regionale approvata in primavera. Invece di avere la schiena dritta e di provare a contrastare la politica inarrestabile dei tagli, si accorpano le aziende sanitarie, si chiudono strutture, si scaricano sui cittadini altri costi attraverso l’aumento dei ticket. Tutto questo viene giustificato, con un certo pudore, chiamando ‘efficienza’ la riduzione dei servizi, in barba alla Costituzione e alle condizioni reali del Paese”.

“Anche per questo – conclude la senatrice – diventa fondamentale la vittoria del referendum sulla legge sanitaria che la Regione Toscana ha cercato di boicottare pur di non confrontarsi con i cittadini, mostrandosi ancora una volta più realista del re, data l’abitudine di Matteo Renzi a sottrarsi al giudizio popolare. Renzi e Saccardi accettino la sfida lanciata loro da decine di migliaia di toscani invece di cercare scorciatoie, come la modifica formale della legge regionali magari ricorrendo a qualche previsione specifica della legge di stabilità, e di fare ancora una volta a pezzi la democrazia riducendo al silenzio i cittadini”.