Tentativi di cambiare le verità su Genova 2001

luglio 20, 2016 in News e iniziative da alessia

Roma, 20 luglio 2016 – Con l’uccisione di Carlo Giuliani le giornate colorate, combattive e gioiose di Genova 2001 si tinsero di  sangue e di morte. Cambiando per sempre una generazione che si stava riprendendo la voce sul proprio  futuro e su quello del pianeta e stava anticipando tanti nodi che sono poi venuti al pettine: la pace, le  diseguaglianze, i cambiamenti climatici, la necessità della convivenza tra culture diverse.
Cercare di fare ricadere la violenza di quella giornata e delle successive sui manifestanti non vi è
riuscito nel 2001 (e non a caso fu studiata a tavolino l’irruzione nella scuola Diaz proprio per provare  a collegare in extremis i famosi “black block” con gli organizzatori del Genoa Social Forum) e non vi  riuscirà neanche oggi. Mi riferisco al convengo organizzato da un sindacato di polizia dal titolo  “l’estintore quale strumento di pace”.
E’ ormai è una verità storica che il corteo delle tute bianche fu caricato ed assalito dalle forze
dell’ordine in Via Tolemaide lungo il suo percorso legalmente autorizzato. Che, come ci ricordano le
immagini, blindati dei carabinieri sfrecciarono per centinaia di metri tra la folla che scappava
terrorizzata. Che manifestanti pacifici furono caricati e dispersi nelle strade vicine. Che furono
colpiti a terra e calciati manifestanti mentre già grondavano sangue e chiedevano pietà.
Che altri furono arrestati a caso, senza alcun motivo, e gli agenti che avevano effettuato gli arresti
sono stati poi condannati in appello ed in Cassazione per falso ideologico in atti pubblici.
Amnesty International ha descritto i fatti di Genova come “una violazione dei diritti umani di
proporzioni mai viste in Europa nella storia recente”.
Il Parlamento Europeo approvò una Relazione che deplorava le sospensione dei diritti fondamentali  avvenute durante la riunione del G8 a Genova”.
La Corte Europea dei dritti umani di Strasburgo ha specificato che quanto compiuto delle forze
dell’ordine nell’irruzione alla scuola Diaz “deve essere qualificato come un atto di tortura” ed ha
condannato l’Italia anche perché non ha una legislazione adeguata “che non permette di sanzionare gli  atti di tortura e di prevenirne altri”.
Ed allora, dopo il nuovo rinvio del disegno di legge sulla tortura avvenuto ieri, noi di Sinistra
Italiana chiediamo alla maggioranza ed al PD “Volete o no prevenire altri atti di tortura?”
Tertium non datur.