Test accesso università, sen. Petraglia (SEL): “Scelta sbagliata e dannosa”

aprile 9, 2014 in Comunicati Stampa, In Parlamento da alessia

“Tenere i test di ammissione alle facoltà a numero chiuso in aprile, a due mesi dalla maturità, è una scelta sbagliata e dannosa per gli studenti, chiamati ad un impegno così importante ad anno scolastico in corso, e determina una situazione che lede in maniera sostanziale il diritto allo studio, già profondamente minato dal sistema del numero chiuso”.

Lo afferma la senatrice di SEL Alessia Petraglia, membro della Commissione Istruzione di Palazzo Madama.

“Non è accettabile – prosegue Petraglia – che decine di migliaia di studenti si sottopongano adesso ad un test per un numero limitatissimo di posti, condizionando, talvolta in maniera determinante, il proprio percorso scolastico e di vita. E’ evidente come questo sistema non sia in grado di premiare né la preparazione né le attitudini dei singoli, ma serva soltanto a ridurre il numero di iscritti con una logica che lascia quasi tutto al caso. Tutto, eccetto il fatto che gli studenti privi di grandi mezzi economici, una volta fallito il test, non potranno permettersi il costoso paracadute degli studi in qualche università straniera per rientrare poi in un ateneo italiano”.

“E’ questo il sistema d’istruzione disegnato dal ministro Giannini e da Renzi? – incalza la senatrice – E’ così che vogliamo valorizzare gli studenti, offrire uguali opportunità a tutti, promuovere il diritto allo studio? Dopo anni di tagli, ci aspettavamo un deciso cambio di direzione, ma per adesso non sono arrivati segnali di discontinuità. Al ministro proponiamo di cominciare proprio dal numero chiuso, una scelta sbagliata da abbandonare. Tornare ad investire nell’istruzione significa anche investire nell’orientamento didattico, in un sistema di borse di studio in grado di premiare i capaci e i meritevoli, nella qualità. E’ su questi elementi che si gioca l’eccellenza del nostro sistema di istruzione e non sull’idea che l’università sia una cosa riservata ai pochi che possono permettersela”.