Un Paese ogni giorno più povero

Il licenziamento di 182 professionisti del coro e dell’orchestra dell’Opera di Roma è illegittimo e fuori dai criteri previsti dalla Legge Bray. In conferenza stampa, oggi, abbiamo chiesto un intervento urgente del ministro Franceschini su questa vertenza vergognosa e inaccettabile.

Siamo di fronte ad una vera e propria ritorsione contro il normale e sacrosanto diritto di sciopero dei lavoratori, fatto inaudito che lo stesso ministro non può accettare, a meno che la linea del Governo sul tema non abbia preso a dettarla qualche finanziere italiano trapiantato a Londra.

A settembre il ministero ha approvato il piano di risanamento del Teatro dell’Opera secondo il percorso delineato dalla Legge Bray, con la previsione di un finanziamento di 25 milioni e il mantenimento dei posti di lavoro. La Corte dei Conti ha confermato la bontà di questa operazione.

Sorprendentemente, nonostante queste premesse, sono arrivati i licenziamenti. Non si tratta soltanto di 182 posti di lavoro distrutti per colpa di scelte sbagliate da parte della politica e dei management, ma soprattutto della creazione di un gravissimo precedente che potrebbe valere anche per altre Fondazioni, ognuna delle quali potrebbe scegliere di aderire alla legge Bray con piani di risanamento che escludono i licenziamenti per ottenere finanziamenti dallo stato salvo, poi, procedere comunque con liberi licenziamenti.
Siamo convinti che il Ministro non possa rimanere immobile di fronte a questa situazione. Chiediamo la sospensione immediata del finanziamento se non sarà rivista la decisione di procedere ai licenziamenti.

Ancora una volta ci troviamo di fronte alle conseguenze di una scelta, quella di continuare a non investire in cultura. Facciamolo pure, con la consapevolezza che un paese che rinuncia ad investire in cultura è un paese che sceglie di essere ogni giorno più povero.